La police travaille contre les espaces autonomes à Turin

Publié le par la Rédaction

 

Nouvelle attaque contre les squats et les espaces autonomes à Turin ce matin. Perquisitions et arrestations.

 

Tôt ce matin, quatre squats et espaces autonomes (Asilo, Barocchio, Askatasuna, Mezcal) et plusieurs maisons privées ont été perquisitionnées par la police et la DIGOS. Seize personnes ont été entendues, parmi lesquelles sept ont été arrêtées (trois emprisonnées et quatre assignées à résidence).

 

Ces personnes sont accusées de «résistance à l’action de la police» et de «dommages criminels» en réunion (de plus de cinq personnes) lors de l’expulsion de l’espace occupé Lostile.

 

Indymedia Piémont, 12 mai.


 

 La polizia italiana … lavora e non si stanca


Brusco risveglio questa mattina per alcuni spazi occupati della città di Torino. Una nuova maxi-operazione poliziesca ordita dalla questura cittadina per punire le  pratiche di resistenza e contestazione seguite allo sgombero dell’Ostile nella giornata del 10 dicembre 2009. Alle 6.30 di questa mattina poliziotti e Digos fanno la loro irruzione, sfondando le porte, al centro sociale Askatasuna e all’Asilo occupato di Torino, al Mezcal squat di Collegno e al Barocchio squat di Grugliasco.


Entrano di soppiatto alla ricerca di persone, “armi”, travisamenti. L’operazione, queta volta, porta la firma del pm Rinaudo. Il “bottino” del pm tocca 16 persone, portandone in carcere 3, ai domiciliari 4 e sottoponendone 9 all’obbligo di firma.


I reati imputati agli indagati sono i soliti: resistenza, lesioni, travisamento e varie “aggravanti” che non guastano mai per fare numero e curriculum. Tra le altre spicca sempre, per l’uso scientifico che se ne fa, quella relativa al fatto di aver compiuto il “crimine” in più persone. È la pratica collettiva che viene messa sotto accusa. Il fatto di aver resistito in più persone ad un atto ignobile come lo sgombero di uno stabile inutilizzato in quartieri sempre più preda dell’immobiliare. Si pensa così di colpire e punire una resistenza e una contestazione legittime che quella sera furono la naturale risposta ad un’operazione repressiva e di chiusura di uno spazio sociale.


Ancora una volta, è l’uso politico-intimidatorio della misura cautelare (in assenza cioè di qualsiasi processo) a scandire senso e finalità prime di simili operazioni. Una volontà di intimidazione e disciplinamento che incontra non di rado le aspirazioni di carriera di pubblici ministeri noti per le proprie inclinazioni liberticide.


Puntuale come sempre la scelta dei tempi, giusto sul finire dell’esposizione della Sindone e l’ordinato svolgimento delle elezioni regionali, per non disturbare manovratori e gendarmi.

 

Una riunione operativa è stata indetta per le 19 di questa sera al Mezcal squat di Collegno (Parco della Certosa).

 

Communiqué du Réseau antagoniste turinois, 12 mai 2010.
Infoaut.org

 


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