Inscriptions murales et déclarations sur le web revendiquent les émeutes de Rome

Publié le par la Rédaction

Scritte sui muri e proclami sul web rivendicano gli scontri nella capitale

 

Una minaccia: “Roma è solo una scintilla”, a pochi metri dalla sede del Pdl.Su Indymedia la firma dell'Assemblea di Scienze politiche occupata. La polizia teme che un gruppo eversivo sfrutti la protesta studentesca.

 

In via Santo Stefano la scritta:

“Contro lo Stato: Roma è solo una scintilla”

 

Una scritta comparsa nella notte sui muri di Bologna e un “proclama telematico” che ha tutta l'aria di una “rivendicazione” delle violenze di piazza romane nel giorno della fiducia a Berlusconi, preoccupano non poco gli analisti del Viminale e gli organi dell'intelligence sotto le Due Torri. La prima, tracciata con la vernice nera in via Santo Stefano, non lontano dalla sede del Pdl, dice “Contro lo Stato, Roma è solo una scintilla”. Il proclama, invece, è stato messo in rete il giorno stesso alle 21,21 sul sito di Indymedia, con la sigla dell'Assemblea di Scienze Politiche Occupata, alla quale fa riferimento la frangia di giovani incappucciati che si è resa protagonista del violento assalto alla polizia il 30 novembre alla stazione ferroviaria, nel giorno della manifestazione dei 7000 studenti contro il decreto Gelmini.

 

Per gli investigatori, un'area contigua agli anarchici insurrezionalisti, etichetta che gli interessati respingono con sdegno. “E' esplosa la rabbia di tutte quelle persone che hanno preso coscienza che è l'intero sistema economico, politico e sociale a dover saltare via. E' solo l'inizio”, recita un passo. E ancora: “Non a caso sono state scelte le banche, le vetrine dei negosi, le macchine di lusso, i blindati delle forze dell'ordine e i palazzi del potere come obiettivi… Non possiamo che essere vicini con la mente e con il cuore ai compagni che oggi hanno dato vita al fuoco che ha infiammato la Capitale… Solidarietà e complicità con gli studenti che oggi hanno invaso Roma.” A Roma, secondo la Questura, i bolognesi erano almeno mezzo migliaio. Sicuramente non tutti studenti. E viene da chiedersi cosa abbia a che fare la protesta dei No-Gelmini con chi va in piazza (a Bologna, in stazione) con caschi e cubetti di porfido. Al Viminale, l'attenzione sui rischi di una possibile “saldatura” fra l'ala violenta (un'esigua minoranza) e il movimento degli studenti è altissima. “I prossimi giorni saranno importantissimi — dice una fonte investigativa — Qualcuno ha tentato la fuga in avanti, e ora bisognerà vedere se il movimento si atteggerà in modo differente, sfilandosi dalla pratica dell'illegalità. Quel proclama su Internet? E' una rivendicazione.” 

 

Leur presse (Carlo Gulotta,
La Repubblica Bologna), 16 décembre 2010.

 


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