Appel européen : Ce n'est que le début ! De Rome à Londres

Publié le par la Rédaction

European Calling: is just the beginning! From Rome to London

 

…You don’t need a weatherman to know which way the wind blows: occupation of universities everywhere in Europe, blockage of the cities, manif sauvage, rage. This is the answer of a generation to whom they want to cut the future with debts for studying, cuts of welfare state and increasing of tuition fees.

 

 

The determination of thousand of students in London, the rage of who assault the Italian Senate house against the austerity and the education cuts, has opened the present time: this is because the future is something to gain that start when you decide collectively to take risk and to struggle.

 

The extraordinary struggles that we are living have the capacity to show a present with an intensity that exceed the linearity of the time, that refuse our precarity condition: it is an assault to the future!

 

We don’t want to get into debt, we don’t want to pay more fees to study in London as well as in Paris, Wien, Rome, Athens, Madrid, Dublin, Lisbon. This European movement is about refusing austerity policies, refusing to get into debt for these miserable politicians. Que se vayan todos!

 

What is happening nowadays in Rome first spread out in Athens and Paris, then in Dublin and London: it is the irruption of a movement who speaks a common language, the same young generation in revolt, who inhabits different cities but shares the same determination to struggle, “floating like a butterfly and stinging like a bee”.

 

We have to meet each other and invent a new political grammar against the weakness of the Nation-state and their strategy to face the crisis: their receipt is just austerity, cuts and debt.

 

In Italy we have occupied not only universities, but also blocked motorways and the mobility of the country in order to circulate struggles outside the national borders and coming in Europe and beyond. The circulation of struggles is living within the Book Block and the wild demonstration in London, Paris and Rome.

 

This autumn we are living a real European student movement, that is various and radical, really heterogeneous. Its common reclaim comes from a protest that is born in the middle of the crisis, and that represents the most courageous answer. It is a struggle composed by different struggles, heterogeneous temporalities that reclaim more scholarships for student and a public university for everyone.

 

Within the book block a new generation recognized and found itself in the protest. Today in lots of cities the Italian student movement is showing something more than just solidarity: this is because your struggle is our struggle and all around Europe students are against the increasing of fees, the privatisation of the university and the education cuts.  You are not alone in UK: an European event, a new generation do not want to stop. We have the force whom want to change the world and we have the intelligence to do it. It is just the beginning!

 

We propose to students, researchers, precarious workers and PhD students to build up together an European meeting at the beginning of the 2011, to continue the struggle, to transform this wind in a tempest!  

 

 

 

 

…Non serve essere un meteorologo per capire da che parte soffia il vento: occupazioni nelle università di tutta Europa, blocchi della città, manifestazioni selvagge, rabbia. Questa è la risposta che una nuova generazione sta dando a chi vuole ipotecare il nostro futuro con debiti per studiare, tagli del welfare, aumenti delle tasse.

 

Contro l’austerità e i tagli all’educazione pubblica, la determinazione di migliaia di studenti a Londra e la rabbia di quelli che hanno assediato il Senato a Roma hanno squarciato il tempo presente: si, perché il futuro è una conquista, e comincia quando si decide, collettivamente, di rischiare e di lottare.

 

Le formidabili lotte che stiamo attraversando hanno la capacità di farci vivere il presente con quell’intensità che eccede la linearità del tempo, che rifiuta la precarietà: é un assalto al futuro.

 

Non vogliamo indebitarci, non vogliamo pagare tasse per studiare tanto a Londra, quanto a Parigi, Vienna, Roma, Atene, Madrid, Dublino, Lisbona. Questo movimento europeo é il rifiuto della ricetta dell’austerità, il rifiuto di indebitarci per questi politici miserabili a cui gridiamo Que se vajan todos!

 

Quello che sta accadendo in questi giorni a Roma è prima scoppiato a Londra, e ancora prima a Parigi: un movimento che parla la stessa lingua e grammatica comune, una stessa generazione in rivolta che abita metropoli diverse nutrita dalla determinazione delle lotte, che punge come una vespa.

 

Di fronte a questi Stati-nazione in crisi la cui unica ricetta, ben nota, fa rima con austerità e indebitamento quello che dobbiamo fare è incontrarci e inventare una grammatica nuova che ecceda la debolezza dei nostri stessi governi.

 

In Italia non solo abbiamo occupato le università, ma abbiamo bloccato autostrade, la circolazione e la mobilità di un intero paese per far circolare le lotte, per connetterle con quelle oltre i confini nazionali, per arrivare in Europa ed oltre. La circolazione delle lotte vive dentro il blocco della metropoli e le manifestazioni selvagge a Londra, Parigi e Roma, laddove la fluidità di queste città scopre la corporeità dei rapporti di forza, del rifiuto e della indisponibilità.

 

Questo autunno abbiamo dato vita ad un rappresenta la sua più coraggiosa risposta. Una lotta fatta di molte lotte e soggetti, differenti temporalità che si sono annodate per rivendicare più borse di studio e libero accesso ad una educazione pubblica e di qualità.

 

Dietro i libri-scudo del Book Block una generazione si è riconosciuta e si è ritrovata nelle proteste. Oggi in molte città italiane il movimento studentesco ha mostrato un segno che non è di semplice solidarietà: non ci sono solo manifestazioni in UK oggi, ma in tutta Europa gli studenti sono contro i vergognosi aumenti delle tasse e i tagli indiscriminati alla ricerca e alla formazione.

 

Non siete soli, non siamo soli: un movimento europeo, una nuova generazione che non avrà pensione e che starà peggio dei loro genitori non ha alcuna voglia di rassegnarsi; abbiamo la forza di coloro che vogliono trasformare il mondo e abbiamo l`intelligenza per poterlo fare. Non è altro che l’inizio!

 

Proprio per questo proponiamo a studenti, ricercatori, lavoratori precari e dottorandi un’assemblea europea da costruire tutti assieme ad inizio 2011 a Roma per continuare la lotta, perché il vento che sta soffiando diventi tempesta!

 

Anomalia Sapienza - Uniriot Roma, 9 décembre 2010.

 


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